Eventi passati - I Monelli

Eventi Passati - Orizzonte contemporaneO

Franco-Cisternino-Opere

I MONELLI

 

 

Genere: personale d’arte contemporanea

Luogo: Art Gap gallery, via San Francesco a Ripa, 105/A

Periodo: 6- 12 dicembre 2014

Artisti partecipanti: Franco Cisternino

Curatore: Marina Ciangoli

Organizzazione: Orizzonte contemporaneO

 

 

 

 

 

Franco Cisternino da diversi anni, ha scelto di celebrare, con la sua peculiare grammatica pittorica, quel mondo delle “piccole cose”, laddove spesso dimora e collima lo spirito di verità, e forse a ben guardare, ne sono ingombre tutte le cose e le persone. Un cosmo, quello delle piccole cose, che ha radici fin dall’antichità, decantato da artisti e poeti, dove mito e realtà si fondono, dove il dolore, seppur presente, diviene addolcito, temperando tristezza e malinconia, ma esaltando al contempo la joie de vivre, come in un eterizzante vaudeville. Un afflato, quello di Cisternino, che si concreta in una poetica del fanciullino, di colui che alberga in un angolo dell’anima e vive nella gamma emotiva e animata pari al monello chapliniano, quel monello del celebre film, che altro non è se non la duplicazione del personaggio fittizio di Charlot, che perdura in Chaplin per quasi un’intera carriera cinematografica: un fanciullino pascoliano su pellicola, in una nuova declinazione. Parimenti, i “monelli” di Cisternino sono la resa e la quintessenza pittorica di quel fanciullino che dialoga col fruitore, legati a doppio filo dall’esperienza mnemonica dell’osservazione, e l’arte, come la poesia, se non di più, per via del suo linguaggio non verbale, osmotico ed empatico, giunge alla verità scavalcando le sovrastrutture dell’adulto in maniera alogica.

 

La vicinanza dei monelli cisterniniani alla barriera estetica del quadro, è partecipazione al tempo presente dello spettatore, nonché al suo spazio, di modo che, il proprio fanciullino-monello, diviene compartecipante del qui e ora, annullando la convenzionalità lineare del tempo, stabilmente ed eternamente flagrante; e visti i soggetti cisterniniani, è ancora più vero, se si pensa che è nell’infanzia che si fa esperienza dell’atempore. Anche la materia coloristica, tanto vivida in Cisternino, accentua e dichiara a viva voce l’adesione e la presenza nel tempo presente.

 

In opere quali Coccinelle, Green eyes, così come Sweet o Tom, la funzione dei bambini di Cisternino assumono le stesse funzioni esplicitate degli specchi di Pistoletto, dove il riguardante può “specchiarsi”, ma mutato nella sua versione pittorica e perciò fittizia, come può esserlo un alter ego, inaspettatamente e quasi inconsapevolmente disvelato.

La sua tecnica iperrealista va oltre il virtuosismo della presa diretta, del dettaglio reale più vero del vero, del riportare la forma con fedele illusione, perché ci guida nei meandri di un io dimenticato, ma pur sempre presente.

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